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30 marzo 2011
COMUNICATO PARTITO SOCIALISTA ITALIANO SULLA SITUAZIONE POLITICA LOCALE

I militanti e simpatizzanti del Partito Socialista Italiano di Giovinazzo si sono riuniti per esaminare la situazione politico-amministrativo esistente a Giovinazzo.
E’ emerso un quadro desolante: consiglieri comunali di cui non si capisce di quale partito siano rappresentativi, con una Amministrazione Comunale in cui prevale non un articolato progetto politico ma l’individualismo sfrenato (l’apparire in ogni modo ovunque e comunque anche negli atti che la legge ed i regolamenti demandano ai funzionari).
Di fronte allo stallo politico e programmatico creatosi a Giovinazzo per le divisioni interne ai maggiori partiti, sia di maggioranza che di minoranza, che ha di fatto creato gravi ripercussioni per la collettività, crediamo che Tutte le persone o partiti che hanno a cuore la Nostra Città debbano uscire allo scoperto e dare prova di responsabilità e lungimiranza, preparandosi a far fronte ad un precipitare della situazione, delineando subito programmi ed alleanze.
Il Partito Socialista Italiano, ha deciso di portare il proprio contributo al percorso, già iniziato da alcuni partiti, di un progetto di intesa democratica e moderata.
Il contributo delle Ns. idee sarà finalizzato alla realizzazione di un progetto politico ed un programma fatto di scelte nette, con un orizzonte politico chiaro e trasparente: questa deve essere la base per costruire una coalizione in grado di ricevere il consenso della maggioranza degli elettori , quando ci saranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale.
Un progetto per ricostruire una “Giovinazzo normale e vivibile”, subito trasformato in proposte politiche concrete.
Da anni il Partito Socialista Italiano viene isolato e sbeffeggiato, ma i Socialisti hanno continuato a sostenere le loro idee riformiste, incuranti della mancanza di rappresentatività nelle Tv o sui giornali nazionali e locali, con il confronto diretto con le persone, assistendo atterriti allo sfascio politico ed istituzionale presente in tutti i livelli amministrativi.
Il tanto desiderato bipolarismo voluto dai maggiori partiti per far sparire i piccoli partiti, senza prima far crescere una idonea classe dirigente, ha fallito l’obiettivo: oggi non si contano più le sigle presenti ne Parlamento, figlie solo delle compravendite di politici e non di una vera appartenenza politica e partitica.
La storia ci ha insegnato che il “Progresso” è stato sempre dovuto alla volontà di quanti rappresentavano sia il meglio della sinistra che della destra, emarginando da una parte e dall’altra le posizioni estreme .
Lo scontro frontale tra gli estremismi opposti ha sempre generato confusione.
Affidiamo questa riflessione a tutti coloro che hanno a cuore la sorte della Nostra Giovinazzo e siamo pronti ad un serio confronto per costruire insieme un progetto politico realizzabile.
Abbiamo anche provveduto alla nomina del coordinatore cittadino: la Ns. scelta è caduta su Saverio ANDRIANO.
Non avendo ancora una sede propria, siamo ospitati momentaneamente, nei locali di Via Balilla n.° 5, dove possiamo essere contattati nelle ore serali .
| inviato da fgsgiovinazzo il 30/3/2011 alle 15:28 | |
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21 marzo 2011
COMUNICATO PARTITO SOCIALISTA ITALIANO - GIOVINAZZO

Con la costituzione del gruppo misto in Consiglio Regionale da parte di due Consiglieri Socialisti: Donato Pellegrino e Franco Pastore, il Partito Socialista Italiano si è ripreso l’autonomia politica, che alcuni dirigenti del Partito, in Puglia, avevano barattato dando vita al progetto di Sinistra Ecologia e Libertà .
La riconquista di una autonomia politica ci ha spinto a riprendere il Ns. percorso politico nel Partito Socialista Italiano: in passato avevamo detto di sospenderci dal Partito Socialista Italiano proclamando con chiarezza di non condividere il progetto di SEL ( un movimento e non un partito ), data la lontananza delle prospettive politiche ed ideali tra i partiti che lo componevano e, purtroppo, il tempo ci ha dato ragione.
A Giovinazzo avevamo pensato di poter realizzare i Ns. progetti politici, patrimonio di un Socialismo riformista e progressista, chiedendo di potere svolgere la nostra attività politica all’interno di un grande partito, in cui era presente una componente socialista, rimarcando orgogliosamente la nostra identità Socialista .
Non è stato possibile svolgere alcuna seria attività di partito a causa della più totale mancanza di qualsivoglia regola democratica e meritocratica al suo interno perché totalmente indottrinato nel culto dell’infallibilità del loro leader nazionale, in cui l’unico verbo erano le veline dispensate quotidianamente dal portavoce del Presidente.
Tutte cose estranee alla nostra cultura socialista e che quindi non abbiamo mai accettato ne tantomeno condiviso.
Tuttavia, in questo breve periodo, abbiamo comunque ideato e fatto condividere, da un gruppo dirigente auto referenziato, numerose iniziative politiche:
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nel campo della socialità con il “progetto Invendutile”;
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nel campo ambientale con le mobilitazioni per la villa comunale, per il giardino di Viale A. Moro, per la cementificazione del porto e con il Convegno sul trattamento dei rifiuti;
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nel campo della Cultura con il Convegno sulla riforma dell’Università;
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nel campo della Sicurezza con la raccolta firme effettuata nell’estate 2009.
Tutte le iniziative hanno ottenuto il favore e l’apprezzamento della cittadinanza, ma non dei locali “dirigenti politici”, il cui ostracismo alla fine ci ha spinto, alcuni mesi fa, ad aspettare che la situazione politica all’interno del Partito Socialista Italiano, in Puglia, tornasse ad un assetto politico/organizzativo degno della sua tradizione .
Con lo svolgimento dei Congressi Provinciali e Regionale in Puglia, a cui abbiamo partecipato attivamente, eleggendo democraticamente le rispettive Segreterie, Esecutivi e Direttivi, i SOCIALISTI riprendono, anche a Giovinazzo, il loro impegno politico sotto il simbolo del Partito Socialista Italiano, consapevoli di poter in tal modo contribuire maggiormente allo sviluppo economico e sociale della Città di Giovinazzo.
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3 febbraio 2010
CONVEGNO SULLA RIFORMA DELL'UNIVERSITA'
GIOVANE ITALIA
Sezione di Giovinazzo
Organizza il
CONVEGNO
sulla
RIFORMA DELL’UNIVERSITÀ
La riforma afferma il principio che l’autonomia delle Università debba essere coniugata con una forte responsabilità: finanziaria, scientifica, didattica. Le Università saranno autonome ma risponderanno delle loro azioni e, se saranno gestite male, riceveranno meno finanziamenti. Le risorse verranno distribuite secondo criteri meritocratici e di trasparenza, con la fine dei finanziamenti a pioggia.
Relatori:
- Avv. Antonio Azzollini, Senatore della Repubblica del P.D.L., Presidente della 5^ Commissione permanente (Bilancio) del Senato, Sindaco di Molfetta
- Prof. Antonio Felice Uricchio, Preside della IIa Facoltà di Giurisprudenza di Taranto, Professore di Diritto Tributario
- Laura De Marzo, Senatrice Accademica Università degli Studi di Bari
- Marcello Gemmato, Consigliere Comunale Città di Bari del P.D.L., Vice Presidente Commissione Università
Modera il dibattito Savino Alberto Rucci, Segretario Giovane Italia sezione di Giovinazzo
Sabato 06 Febbraio 2010
Ore 18:30
Sala San Felice
La cittadinanza è invitata
| inviato da fgsgiovinazzo il 3/2/2010 alle 15:33 | |
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12 novembre 2009
COMUNICATO STAMPA "GIOVANE ITALIA"
Il movimento giovanile del Popolo della Libertà, a sei mesi dalla fondazione nella nostra città, comunica alla cittadinanza il cambio della propria denominazione in “Giovane Italia” per uniformarsi alla scelta effettuata a livello nazionale in modo democratico tramite consultazione telematica.
Giovane Italia, unico gruppo giovanile del Popolo della Libertà, informa inoltre di essersi dotata di una propria struttura organizzativa, scelta direttamente dai giovani nel pieno rispetto del criterio meritocratico, attestando così la trasparenza dei propri componenti e soprattutto nel modo di fare politica.
Continueremo quindi con impegno, determinazione ed in autonomia ad operare sul nostro territorio (come ad esempio già fatto in occasione delle 1705 firme raccolte sulla questione sicurezza, 2 comizi e dei 2000 volantini distribuiti sull’ampliamento della discarica) per affrontare i problemi quotidiani della gente e della nostra cittadina, proponendo soluzioni sempre concrete ed alternative.
Di seguito la composizione della struttura organizzativa:
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Presidente NUNZIA STUFANO
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Segretario SAVINO ALBERTO RUCCI
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Addetto Stampa ALESSANDRO DEPALO
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Politiche Giovanili VITTORIO COPPOLA
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Pari Opportunità CINZIA RICCO
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Cultura e Ambiente ANGELA ILLUZZI
| inviato da fgsgiovinazzo il 12/11/2009 alle 10:2 | |
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8 novembre 2009
COMUNICATO STAMPA U.I.L. GIOVINAZZO

In occasione del suo prossimo anniversario dell’apertura, la Camera Sindacale U.I.L. di Giovinazzo, ininterrottamente al servizio dei cittadini dall’anno 2005, inaugura il suo neo-nato blog.
E’ stato scelto questo innovativo mezzo di comunicazione per raggiungere anche i più giovani e seguirli passo passo sia nel mondo universitario che in quello lavorativo.
Questo blog ha inoltre il duplice obiettivo di informare la cittadinanza sui servizi offerti ed aiutare i lavoratori ad affrontare e risolvere agevolmente i problemi posti quotidianamente dal mondo del lavoro.
La cittadinanza tutta è invitata a visitarlo all’indirizzo
http://uilgiovinazzo.ilcannocchiale.it/
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8 maggio 2009
COMUNICATO STAMPA
Trascorsi pochi giorni dalla scelta del candidato che “Sinistra e Libertà” schiererà nel collegio TERLIZZI-GIOVINAZZO alle Elezioni Amministrative Provinciali del 6 e 7 giugno 2009 evidenziamo la discriminazione operata nei confronti dei compagni del Partito Socialista di Giovinazzo.
Ringraziamo quanti avevano espresso la propria adesione alla proposta di candidare il giovane compagno Savino Alberto Rucci per le elezioni amministrative provinciali.
Poiché l’attuale gruppo dirigente del PARTITO SOCIALISTA di Bari e di “Sinistra e Libertà” sono più interessati a portare avanti il “progetto politico” con le persone “ nuove ” scelte a rappresentarli perché gli altri “a sinistra non li vuole nessuno” i compagni ed il gruppo dei Giovani Socialisti di Giovinazzo, a malincuore, non possono accettare di portare il proprio contributo ad un movimento che li ha emarginati in questo modo.
Pertanto, conservando nel cuore gli ideali del Socialismo riformista, ci sentiamo liberi di scegliere in coscienza come votare.
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4 maggio 2009
GIOVINAZZO: QUALE UTILITA' PER L'AIUOLA ATTREZZATA PER LE FECI CANINE NELLA VILLA COMUNALE?

Carissimi concittadini, l'Amministrazione Comunale ha recentemente annunciato, per risolvere il problema degli escrementi presenti sui percorsi pedonali, l'intenzione di posizionare all'interno della Villa Comunale uno spazio attrezzato per la ricezione ed il trattamento delle feci canine con prodotti enzimatici.
Mi domando se sia davvero necessario, e soprattutto igienico, collocarlo proprio in uno spazio, come la Villa Comunale, che da sempre rappresenta il più frequentato luogo di gioco per i bambini e d’incontro per persone di tutte le età.
Personalmente ritengo che possa essere invece molto più utile dedicare ai bambini ulteriori spazi attrezzati e magari riparare quelli già esistenti e danneggiati dall'incuria e dalla mancanza di controlli.
Ma, se l’Amministrazione Comunale dovesse intestardirsi in questo progetto, faccia almeno rimuovere i cartelli posizionati agli ingressi della Villa Comunale indicanti il divieto d'accesso agli animali domestici: non si può allo stesso tempo permettere e vietare una determinata condotta…è una questione di coerenza!
Savino Alberto Rucci
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10 aprile 2009
ALCUNE PRECISAZIONI DI SINISTRA E LIBERTA'

In merito al comunicato apparso su Giovinazzolive.it in data 9 Aprile dal titolo “Giallo sulla candidatura di Savino Alberto Rucci” vorrei esprimere alcune necessarie precisazioni:
- sono state svolte fino ad oggi numerose riunioni a livello di direttivo provinciale dei partiti aderenti a Sinistra e Libertà, a cui il Sig. Monaco non ha partecipato, nelle quali è stata proposta ed approvata all’unanimità la candidatura del sottoscritto
- la scelta di candidare me è stata compiuta anche in ragione del fatto che nessun Partito costituente Sinistra e Libertà dispone di una struttura politica organizzata sul nostro territorio tranne il Partito Socialista, da cui io ero stato scelto da diversi mesi come candidato al Consiglio Provinciale
- la polemica sollevata dal Sig. Monaco non è solo sterile ma anche fuori tempo dato che il collegio Giovinazzo – Terlizzi, a cui si riferisce la scelta, è stato ormai disciolto; mi duole inoltre che abbia sentito la necessità di comunicare con me tramite un giornale telematico invece di contattarmi nei tempi e nei modi giusti.
Alla luce di quanto esposto in precedenza risulta chiaro che non c’è alcun fondamento alle critiche del Sig. Monaco; mi sembrano piuttosto insinuazioni architettate ad arte per dare l’impressione dell’esistenza di divisioni interne al movimento politico Sinistra e Libertà e gettare quindi discredito su un candidato presumibilmente “scomodo” a chi attualmente governa la Città.
Essendo questo il modo di fare dei politici giovinazzesi e non avendo neppure un sindaco a tempo pieno che possa far valere i diritti della nostra Città termino la mia missiva con una provocazione: quanto ancora dovremo aspettare prima di vedere disciolto il comune di Giovinazzo e smembrato tra i Comuni di Molfetta e Terlizzi?
Savino Alberto Rucci
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2 aprile 2009
COMUNICATO STAMPA

Domenica 5 Aprile alle ore 10.00, presso lo spazio 7 della Fiera del Levante, avrà luogo la manifestazione "Sinistra Finalmente" organizzata da SINISTRA E LIBERTA’, il nuovo movimento politico nato dall’unione del Partito Socialista, Movimento per la Sinistra, Sinistra Democratica e Verdi.
Sinistra e Libertà si pone l’obiettivo di mettere in moto un’idea nuova di Sinistra, che possa coniugare i meriti con le opportunità, i diritti con i doveri e soprattutto che sia in grado di promuovere un reale cambiamento ed una valida alternativa alla guida del nostro Paese.
In questa occasione verrà ufficialmente presentato il candidato al Consiglio Provinciale, Rucci Savino Alberto, che correrà sotto il simbolo di Sinistra e Libertà: non più, quindi, solo in rappresentanza del Partito Socialista ma di tutta la Sinistra Italiana che non si riconosce nel Partito democratico.
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16 marzo 2009
ALCUNE CONSIDERAZIONI DI RUCCI SAVINO ALBERTO, CANDIDATO PER IL PARTITO SOCIALISTA AL CONSIGLIO PROVINCIALE, SULL’USO DI PRODOTTI CHIMICI SUL VERDE PUBBLICO

Carissimi Concittadini, come molti di voi avranno sicuramente già notato, in tutte le aree verdi pubbliche di Giovinazzo le erbacce nelle aiuole sono improvvisamente seccate. Questo probabilmente perché chi si occupa della manutenzione del verde ha ritenuto più conveniente eliminarle con prodotti chimici piuttosto che con mezzi meccanici.
Mi chiedo, quindi, quali siano i prodotti utilizzati e il perché l’Amministrazione Comunale non informi la popolazione sulle caratteristiche e sulla pericolosità di queste sostanze, per evitare che uomini o animali domestici vi entrino in contatto.
A mio parere, trattandosi di prodotti chimici che vengono utilizzati in ambienti pubblici, dovrebbero quantomeno essere: a bassa tossicità perché se inalate, ingerite o anche semplicemente toccate possono essere pericolose; a scarsa volatilità in quanto è molto facile il trasporto da parte del vento e della pioggia; a limitata solubilità perché potrebbero infiltrarsi nel terreno fino a raggiungere le radici delle piante.
Ma, soprattutto, mi domando se è veramente necessario aggiungere inquinamento ad inquinamento in una città che è già danneggiata dallo smog, dalla contaminazione delle falde dovuta alle discariche e dall’inquinamento elettromagnetico. Per ottenere quale risultato? Quello di togliere dal ciglio delle strade le poche erbe che vi crescono!
E’ questo l’operato di un’Amministrazione che solo a parole si definisce di Sinistra ma che nei fatti non dimostra la giusta attenzione verso la Salute dei cittadini e l’Ambiente.
Lascio a voi le considerazioni su queste mie riflessioni.
Savino Alberto Rucci
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5 marzo 2009
IL PARTITO DEMOCRATICO: TUTTO FUMO E NIENTE ARROSTO!

Il quotidiano L’Unità, il giorno dopo le dimissioni di Veltroni, titolava che il Partito Democratico è ormai morto…ma io non sono d’accordo, secondo me è nato morto!
Innanzitutto perché la sua nascita non è stata il frutto di una volontà evidente della base ma piuttosto di una scelta imposta dall’alto, una fusione fredda fra due classi dirigenti che ha scontentato gran parte dell’elettorato tanto da provocare una scissione.
In secondo luogo perché schiacciato dal peso delle sue insanabili contraddizioni, tant’è che riguardo ai temi etici o rispetto alla collocazione europea del Partito non si è mai trovata una linea comune ma ciascuno predica una diversa via da percorrere.
Ed infine per la scelta di porre fine all’alleanza di centro-sinistra in nome di una tanto annunciata autosufficienza elettorale che ha avuto il solo risultato di distruggere la Sinistra Italiana e consegnare il Paese nelle mani di Berlusconi.
Ma quindi cosa c’è di nuovo nel Partito democratico? A mio parere assolutamente nulla sia nella forma sia nella sostanza: non c’è stato un vero ricambio generazionale visto che la dirigenza è rimasta la stessa dei due partiti che l’hanno formato, ed il tanto acclamato sistema delle elezioni primarie non è stato nemmeno utilizzato per scegliere il nuovo segretario dopo le dimissioni di Veltroni, cioè proprio quando ce n’era bisogno…quindi tutto fumo e niente arrosto!
Ma penso che questo, date le numerose batoste elettorali del pd, gli elettori di Sinistra l’abbiano capito bene.
"Yes we can", era lo slogan di Veltroni in campagna elettorale, si può fare…e invece non si è fatto, e quello che riusciranno a fare in futuro è tutto da vedere!
Savino Alberto Rucci
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23 febbraio 2009
LA REPLICA DI RUCCI SAVINO ALBERTO, CANDIDATO PER IL PARTITO SOCIALISTA AL CONSIGLIO PROVINCIALE, ALLE AFFERMAZIONI DEL SINDACO SULLA VILLA COMUNALE

“La chiusura della Villa Comunale è un obbligo assuntosi dal gestore del chiosco”: è questa la giustificazione del nostro Primo Cittadino, Antonello Natalicchio, riguardo la mancata chiusura nelle ore notturne della villa comunale.
Ma cosa intende esattamente con “obbligo assuntosi”? Il gestore del chiosco è vincolato da un contratto con il Comune di Giovinazzo oppure si è arrogato il compito di stabilire la chiusura o meno della villa comunale in base alle proprie esigenze?
Bisogna innanzitutto notare che l’Amministrazione Comunale non ha ancora provveduto a stabilire orari certi di apertura e chiusura ed il problema di chi dovrebbe farli rispettare potrebbe facilmente essere risolto non assumendo nuovo personale ma affidando il compito a qualcuno già assunto come ad esempio i Vigili Urbani o gli ausiliari del traffico.
Ritengo, inoltre, che la questione del degrado dei pubblici giardini non sia un falso problema, come qualcuno potrebbe pensare, ma rientra in un contesto ben maggiore: è necessario per prima cosa riflettere sul tema della sicurezza, argomento molto sentito anche a livello nazionale dopo i recenti episodi di violenza, ed evidenziare che la recinzione ha solo peggiorato la situazione perché in più occasioni ignoti, approfittando della scarsa visibilità dall’esterno, si sono resi responsabili di atti vandalici finora “solo” contro panchine e monumenti. Ma cosa succederebbe se venisse preso di mira qualcuno? Sarebbe quasi impossibile allontanarsi dato che la villa è grande e ci sono due sole vie d’uscita utilizzabili.
In secondo luogo, considerando che la recinzione della villa comunale è stata fortemente voluta da questa Amministrazione con lo scopo di cambiarla in meglio, il Sindaco non può poi addossare la responsabilità della cattiva tenuta a qualcun altro, sia esso un privato oppure lo Stato che sottraendo risorse al Comune gli impedisce di pagare un custode. E’ troppo comodo…!
Mi auguro, in conclusione, che l’Amministrazione Comunale cominci finalmente ad occuparsi dei problemi reali proponendo soluzioni efficaci perché è suo dovere farlo senza attendere che i cittadini protestino per sollecitarla ad assolvere i propri compiti.
Savino Alberto Rucci
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12 febbraio 2009
ALCUNE CONSIDERAZIONI DI RUCCI SAVINO ALBERTO, CANDIDATO PER IL PARTITO SOCIALISTA AL CONSIGLIO PROVINCIALE, A PROPOSITO DELLE MISURE ANTICRISI

Collaborando con la Camera Sindacale UIL di Giovinazzo ho di recente assistito numerose persone nell’iter burocratico per la richiesta delle due nuove misure anticrisi varate dal Governo per venire incontro alle difficoltà economiche delle famiglie italiane: la social card ed il bonus famiglia.
Le intenzioni sono buone, ma si tratta purtroppo di interventi che ricalcano i soliti difetti delle politiche di sostegno sociale: la scarsa informazione, l’esclusione di ampie fasce di popolazione affette da disagio economico e soprattutto la scarsa attenzione verso le generazioni più giovani. Inoltre, come spesso accade soprattutto nel nostro Paese, si tende a guardare più all’impatto politico-mediatico dei provvedimenti, ma rimangono largamente disattese le reali esigenze di rafforzamento e miglioramento delle condizioni sociali.
Va innanzitutto notato che l’accesso alle prestazioni è su domanda: spetta cioè al cittadino capire se ha diritto alla misura di sostegno e in tal caso presentarsi nelle sedi adeguate per ottenerne il riconoscimento. Trattandosi di interventi indirizzati a una parte della popolazione a forte rischio di marginalità sociale, e non solo economica, questo tipo di meccanismo rischia di costituire una barriera all’accesso a social card e bonus famiglia.
Si tratta, inoltre, di misure a sostegno del reddito i cui importi risultano essere nella maggioranza dei casi quasi irrisori, tant’è che è difficile pensare di poter risolvere definitivamente una situazione di disagio economico data la provvisorietà delle misure. Ad esempio, il bonus raggiunge il suo valore massimo di 1000 euro solo per famiglie con più di 5 componenti e fino a 22.000 euro di reddito, oppure se in presenza di un familiare invalido ed un reddito di 35.000 euro.
E’ da constatare, quindi, che invece di adottare politiche che modulino l’intensità dell’aiuto in funzione delle reali necessità delle famiglie, si preferisce stabilire un intricato sistema di condizioni di accesso ai trasferimenti. Per la social card si prendono in considerazione l’età del richiedente, la presenza di figli minori di tre anni nel nucleo familiare, il reddito e l’indicatore ISEE. Il bonus, d’altro canto, prende in considerazione solamente il reddito ed il numero delle persone a carico nel nucleo familiare, indipendentemente dalla loro età. Si tratta di un sistema di aiuti economici non razionale che lascia scoperti ampi settori della popolazione a rischio di povertà economica.
Il bonus famiglia e la social card sembrano interventi mirati principalmente ad aiutare le famiglie numerose e quelle con figli minori di tre anni. Completamente esclusi sono i giovani, dato che si può effettuare la richiesta del bonus per un’unica persona solo se questa è pensionata e non una lavoratrice.
Non si può continuare ad obbligare le giovani generazioni italiane a restare nelle famiglie di origine, frustrando le loro esigenze di costruzione di un percorso autonomo. Quanto dobbiamo ancora aspettare perché vengano introdotti, anche in Italia, adeguati ammortizzatori sociali che rispondano alle reali esigenze del Paese?
Savino Alberto Rucci
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10 febbraio 2009
IL GIORNO DEL RICORDO: AFFINCHE' NESSUNO DIMENTICHI LE PROPRIE RESPONSABILITA’!

Dall’unità d’Italia ad oggi molti sono stati i momenti tragici attraversati dal nostro Paese ma nessuno è stato tanto drammatico ed allo stesso tempo ignorato come la tragedia che dagli anni quaranta del Novecento ha colpito gli italiani che popolavano l’Istria e Dalmazia.
Parlo di tragedia al singolare ben sapendo che molteplici sono stati i drammi vissuti da questa gente il cui unico torto era di essere italiani e soprattutto di sentirsi orgogliosamente tali.
Questi territori, come emerso da diversi censimenti d’epoca, sono stati abitati per secoli da molteplici popolazioni che pur diverse per lingua e cultura hanno sempre convissuto pacificamente; con l’avvento del concetto di Nazionalità cominciarono però ad aversi i primi problemi perché ciascuna comunità puntava a riunire il proprio territorio alla madrepatria.
L’Italia ottenne queste terre al termine della Prima Guerra Mondiale e con l’avvento del fascismo venne attuata una politica di assimilazione forzata delle minoranze (adottata anche da stati democratici come Francia e Gran Bretagna) che contribuì a peggiorare una situazione di già difficile convivenza: il fascismo non fu quindi la causa delle tensioni fra le diverse nazionalità, come spesso viene detto, anche se contribuì sicuramente.
Durante la Seconda Guerra Mondiale l’Italia invase la Jugoslavia facendo ulteriormente inasprire i rapporti tra le diverse etnie presenti nella zona con conseguenti violenze perpetrate da entrambe le parti. Ma con l’armistizio dell’8 settembre 1943 l’esercito italiano si trovò allo sbando e, venendo meno il controllo politico-militare che l’Italia esercitava sui territori propri e occupati, si formarono diverse bande partigiane iugoslave che puntavano a “liberare” il territorio dalla residua presenza nazi-fascista. Ben presto però incominciarono le violenze contro la popolazione italiana con il duplice scopo di eliminarne il più possibile e “convincere” con le minacce i restanti ad andare via.
Queste operazioni di pulizia etnica colpirono inizialmente i rappresentanti del regime fascista ma ben presto si estesero a chiunque fosse italiano o poteva potenzialmente opporsi alla futura annessione del territorio alla Jugoslavia. Per di più i metodi utilizzati per le stragi, l’infoibamento nelle zone montuose e l’annegamento in quelle marittime, hanno reso quasi impossibile un reale accertamento del numero delle vittime, con stime che vanno dalle 15 alle 20 mila persone.
Le violenze e le uccisioni degli italiani cominciarono quindi con l’armistizio ma non terminarono certo con la fine della guerra, perché l’obiettivo era quello di estirparne la presenza dai territori occupati per poter dimostrare in sede di trattati di pace che quelli erano territori abitati esclusivamente da popoli slavi. Per sfuggire alle violenze molti nostri concittadini decisero quindi di abbandonare i territori dove avevano vissuto per generazioni dando vita ad un esodo di enormi proporzioni (alcune stime parlano di almeno 250 mila persone) che si è protratto fino all’inizio degli anni sessanta del novecento.
L’aspetto più grave dell’intera faccenda è che per molti decenni nessuno in Italia ha parlato di tutto ciò: le prime informazioni si sono avute solo con la dissoluzione della Jugoslavia e la fine dei regimi comunisti in Europa. La causa di tutto ciò è da ricercarsi essenzialmente in un convergente interesse politico da parte sia del Governo che dell’opposizione durante la guerra fredda: il Governo per mantenere buoni i rapporti con un vicino, la Jugoslavia, che pur essendo comunista aveva rotto con il regime Staliniano mentre il Partito Comunista Italiano per non far emergere le proprie responsabilità nella vicenda, dato che prima ordinò ai propri combattenti partigiani nella regione di porsi sotto comando jugoslavo e poi acconsentì all’annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia; inoltre molti militanti comunisti italiani collaborarono con i comunisti jugoslavi rendendosi anche complici dei massacri.
Solo nel 2004 il Parlamento Italiano sollecitato dall’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha approvato una legge per ricordare quanto tragicamente accadde nel secondo dopoguerra. La legge n. 92 del 30 marzo 2004 recita: “la Repubblica Italiana riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.”
Ancora oggi, in Italia, non c’è una memoria condivisa su quanto accaduto: alcuni partiti di destra puntano ad amplificare i numeri della tragedia mentre gli ex comunisti, ora come allora, tendono a minimizzare e a giustificare le azioni dei comunisti jugoslavi. Di questo atteggiamento ne hanno fatto le spese i profughi, ai quali è stata ingiustamente cucita addosso l'odiosa nomea di "fascisti in fuga".
Anche la Croazia e la Slovenia, i paesi che oggi dominano i territori che furono italiani, tendono ad avere un atteggiamento revisionista ed a sminuire quanto accaduto considerando gli eventi solo come normali rappresaglie alle precedenti violenze italiane; tant’è che la Slovenia in risposta alla proclamazione del “Giorno del Ricordo” italiano ha indetto la “Festa del ritorno del Litorale Sloveno alla madrepatria”. Questo gesto rivela sicuramente la volontà di rifiutare le proprie colpe per quanto accaduto ed anzi di voler “umiliare” la minoranza italiana che nonostante le vessazioni, subite e che continua a subire, non ha abbandonato la propria terra.
L’Italia ha ammesso le sue colpe, e fino a quando anche gli altri Paesi non prenderanno coscienza delle proprie, questa ferita nella Storia d’Europa non verrà mai sanata.
Savino Alberto Rucci
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27 gennaio 2009
LA GIORNATA DELLA MEMORIA...PER UNA CULTURA DELLA PACE

Oggi, 27 Gennaio, in tutto il mondo si celebra la Giornata della Memoria per ricordare l'Olocausto: numerose iniziative sono in programma in tutta Italia per ricordare l'abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz avvenuto il 27 gennaio del 1945.
Chiare e inequivocabili le parole del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha invitato a distinguere sempre con una "chiara e netta distinzione" le critiche che sono legittime a chi governa Israele e "la negazione, esplicita o subdola, delle ragioni storiche dello Stato di Israele, del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza, del suo carattere democratico", cose che non devono essere messe in discussione.
Già, perché è proprio quello che accade quotidianamente, e non mi riferisco “solo” alle continue minacce di eliminare Israele dalle cartine geografiche del Presidente Iraniano Ahmadinejad, ma soprattutto all’antisemitismo mascherato da pacifismo che sta rapidamente avanzando in alcuni settori della nostra società.
Prova ne è che rispetto ai tragici eventi di Gaza, in molti si sono subito preoccupati di chiedere un immediato cessate il fuoco, ed in pochi invece si sono interrogati su quali sono stati i reali motivi che hanno portato all’offensiva militare.
Atteggiamento questo proprio anche di una parte della Sinistra Italiana, che nascondendosi superficialmente dietro il velo del “pacifismo senza se e senza ma” addossa ogni colpa ad una sola parte non comprendendo affatto la vera portata della “Questione Palestinese”.
Bisogna invece rifulgere da queste nuove forme di antisemitismo camuffato diffondendo la “cultura della Pace”, insegnando cioè che la Vera Pace non si ottiene semplicemente con una fragile tregua, che lascerà immutato la status quo non risolvendo le cause che hanno scatenato la guerra, ma bisogna piuttosto individuare ed eliminare le reali cause per ottenere una Pace condivisa e duratura che possa finalmente mettere tutti d’accordo.
Personalmente ritengo che sia questa l’unica strada per ottenere risultati concreti!
Savino Alberto Rucci
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14 dicembre 2008
GIOVINAZZO: DESIGNATO IL CANDIDATO ALLE PROSSIME ELEZIONI PROVINCIALI
 COMUNICATO STAMPA
La sezione del Partito Socialista di Giovinazzo ha l’onore di comunicare che la Federazione Provinciale di Bari, nella riunione del Coordinamento di zona svoltasi il giorno 11 Dicembre 2008, ha accolto la proposta e designato quale candidato alle prossime elezioni Provinciali per il Collegio Giovinazzo – Terlizzi il nostro giovane concittadino Savino Alberto Rucci.
Alberto, pur essendo tra i più giovani del Partito, sta già mostrando la propria passione politica impegnandosi con determinazione sul territorio proponendo soluzioni concrete ai problemi reali della gente. Laureando in Giurisprudenza, è il responsabile giovinazzese della Federazione Giovanile Socialista e collabora con la Camera Sindacale UIL di Giovinazzo presso cui svolge attività di assistenza volontaria alla cittadinanza.
Il Partito Socialista, presentando con largo anticipo questa candidatura, attua un cambiamento radicale nel metodo di scelta dei propri candidati. Basta con chi solo a parole punta sui giovani, diamo fiducia a chi parla con i fatti!
Partito Socialista - Giovinazzo
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3 dicembre 2008
CRISI: DAL VENTO UN AIUTO ALLA RIPRESA DELL’ECONOMIA

In questo periodo di crescente crisi economica i Governi di tutto il mondo stanno cercando nuove soluzioni che possano arrestare il trend negativo e favorire la ripresa dell’economia, spesso anche a costo di mettere da parte la salvaguardia dell’ambiente.
E’ questo il caso, ad esempio, del Governo Italiano che, considerando le politiche ambientali solo come una limitazione allo sviluppo, sta cercando di aggregare alla propria causa altri Paesi per chiedere a gran voce la “temporanea” sospensione degli accordi già pattuiti.
Personalmente trovo miope la visione di chi cerca a tutti i costi di contrapporre questi due valori, perché solo coniugando al rispetto per l’ambiente l’esigenza dello sviluppo economico si può ottenere davvero uno sviluppo economico sostenibile. E poi non dimentichiamo che da un sano utilizzo dell’ambiente possono scaturire benefici per la stessa economia.
In tal senso un recente studio congiunto di UIL e ANEV (associazione che raccoglie le aziende che operano nell’eolico) svela le potenzialità occupazionali e i benefici che l’investimento nel campo dell’energia alternativa possono portare all’economia. Si è calcolato infatti che a fronte dei 13 mila addetti all’eolico attualmente in Italia, se sfruttassimo pienamente le potenzialità del vento tenendo anche conto dei vincoli ambientali e paesaggistici, si potrebbe arrivare ad installare una potenza di 16?000 MW in grado di fornire circa 27,2 TWh di elettricità e dare lavoro ad oltre 66 mila persone.
Ecco quindi un esempio pratico di come sostenere allo stesso tempo l’ambiente e l’economia, evitando cioè l’immissione di tonnellate di sostanze inquinanti nell’atmosfera e creando migliaia di posti di lavoro specialmente dove servono, visto che sempre secondo Uil e Anev a beneficiare maggiormente dello sviluppo eolico, grazie alle favorevoli condizioni climatiche, sarebbero innanzitutto la Puglia con 11 mila posti di lavoro in più ed a seguire Campania, Sicilia e Sardegna.
Questo sarebbe un modo per creare non solo più occupazione, ma anche più qualificata ed in grado di intervenire in ogni fattore della filiera, dalla costruzione all’installazione e manutenzione dei macchinari.
Ma affinché tutto questo possa realmente avvenire bisogna innanzitutto combattere contro lo scetticismo dell’attuale Governo che proprio in questi giorni ha tagliato molti sgravi fiscali a sostegno dell'efficienza energetica e bloccato la costruzione di quattro impianti eolici proprio a largo delle coste pugliesi, contro chi in nome di un dannoso ultra-ambientalismo boccia qualsiasi proposta innovatrice senza se e senza ma, ed infine contro il tipico atteggiamento provincialista di chi non vuole che si faccia niente vicino casa propria, dimenticando che le royalities per la produzione di energia vanno proprio alle comunità locali interessate, che potrebbero utilizzarle per migliorare le condizioni di vita dei propri concittadini scoraggiando quindi lo spopolamento tipico dei piccoli paesini.
In conclusione ritengo che proprio in conseguenza della situazione economica negativa che stiamo attraversando bisognerebbe puntare maggiormente sullo sfruttamento delle energie rinnovabili per trovare realmente soluzioni valide e definitive invece di pensare di poter risolvere tutto solo lasciando libertà alle imprese di danneggiare irrimediabilmente l’ambiente che ci circonda.
Savino Alberto Rucci
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19 novembre 2008
GIOVINAZZO: LE NOSTRE SOLUZIONI ALLA CRISI DELL'OLIVICOLTURA

Carissimi concittadini,
è sotto gli occhi di tutti lo stato precario in cui versa il settore olivicolo della Terra di Bari, con conseguenti mobilitazioni e presidi tenuti da datori e lavoratori del comparto per richiedere il sostegno delle autorità regionali e statali alla soluzione della crisi.
Ben venga questo tipo di iniziativa, ma la crisi è troppo ampia per sperare che i soli aiuti economici possano risolverla, perché servirebbero solo a dare qualche “sollievo” al mercato nel breve periodo, ma il problema si ripresenterebbe comunque il prossimo anno. E’ necessario invece cambiare il modo di porsi nei confronti dell’olivicoltura, vera ricchezza del nostro territorio, ma che non viene da noi stessi pienamente valorizzata e promossa.
Bisogna puntare sull’alta qualità del nostro olio extravergine, che non ha paragoni rispetto ai prodotti esteri, avviando una campagna di comunicazione ed informazione volta a far conoscere la bontà e la peculiarità del prodotto simbolo della dieta mediterranea. Si potrebbe iniziare dalle scuole, distribuendo nelle mense olio extravergine, e sarebbe magari opportuno riprendere a celebrare ogni anno la “Festa dell’olio” per poterlo assaporare negli stessi frantoi in cui viene prodotto.
Questo sì che sarebbe un ottimo biglietto da visita nei confronti di chi viene da fuori città, dato che ci consideriamo il paese dell’olio…
Quindi solo congiungendo agli aiuti economici un netto cambio della nostra mentalità si potrà avere un definitivo rilancio di un settore in costante bilico fra crisi e sviluppo; e spetta alla nostra Amministrazione Comunale far sì che le cose cambino davvero dando il buon esempio, magari attuando una delle proposte sopra citate, invece di accodarsi semplicemente al coro di chi pensa di poter risolvere tutto con i soli aiuti economici statali.
Federazione Giovani Socialisti - Giovinazzo
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6 novembre 2008
BARACK OBAMA…IL FUTURO E’ ADESSO!

"Con questa elezione il cambiamento è arrivato in America"
Queste le prime parole di Barack Obama, ancora incredulo, dopo l’annuncio dei network che il Senatore dell’Illinois aveva raggiunto il numero di grandi elettori necessari per diventare Presidente degli Stati Uniti d’America.
Già, grandi elettori, perché nel Paese che si vanta di essere la più grande democrazia mondiale vige un assurdo e antiquato sistema elettorale indiretto: i cittadini non votano direttamente i loro candidati ma un certo numero di grandi elettori che ogni Stato detiene in base alla popolazione; quindi chi vince anche di uno solo voto in uno Stato si prende tutti i grandi elettori in palio. Questo è sicuramente un sistema discriminatorio nei confronti degli abitanti degli stati più piccoli perché, ad esempio, il voto di un cittadino della California che elegge 55 grandi elettori vale di più rispetto a quello di uno dell’Alaska che ne elegge solo 3.
E può anche succedere, come nel 2000 ad Al Gore, che un candidato pur avendo ottenuto più voti popolari perda non avendo abbastanza grandi elettori…
Ma nonostante questi cavilli burocratici la vittoria di Obama è diventata con il passare delle ore sempre più netta, tanto che lo sfidante repubblicano e lo stesso Bush hanno ammesso la sconfitta congratulandosi con il nuovo Presidente designato.
Ma analizziamo le ragioni di questo inaspettato plebiscito nei confronti del candidato democratico:
Innanzitutto bisogna notare che il fattore razziale, tanto menzionato in Italia come punto debole dei democratici e possibile motivo della loro sconfitta (quante volte abbiamo sentito ripetere che un candidato bianco al suo posto avrebbe ottenuto una facile vittoria) non si è dimostrato rilevante, questo per l’intelligenza di Obama che non lo ha volutamente posto al centro della campagna elettorale.
In secondo luogo, forse per la prima volta, sono risultati decisivi i voti a favore di Obama delle svariate minoranze presenti negli States (Afroamericani, Ispanici, Ebrei, Cubani) che si sono recati massicciamente alle urne ed hanno fatto pendere la bilancia specialmente negli Stati in bilico come Florida, Colorado, New Mexico e Nevada.
Passiamo adesso alla scelta del candidato alla vice-presidenza con cui affrontare in ticket la campagna elettorale: in casa democratica la scelta è stata abbastanza complessa data la difficoltà iniziale dei Clinton di accettare la sconfitta nelle primarie e la consapevolezza di Obama di avere comunque bisogno del loro appoggio per puntare alla Presidenza; si è quindi puntato su Joe Biden, politico di lunga data ed esperto di politica estera. In casa repubblicana invece MacCain ha sorpreso tutti con la scelta alla vice-presidenza di Sarah Palin, donna bella e rude che avrebbe dovuto essere il suo asso nella manica ma che di fatto si è trasformata nella sua rovina perché ritenuta troppo conservatrice e ultra-religiosa per i gusti dell’elettorato repubblicano, troppo arrogante per lo staff dello stesso MacCain e tanto per finire è stata incriminata per abuso di potere nel suo Stato.
Ma quali saranno adesso i cambiamenti della Presidenza Obama rispetto al suo predecessore?
In politica estera ritengo non ci saranno grandi sconvolgimenti, dato che in questo campo c’è sempre stata una sostanziale continuità, indipendente dal colore politico, nel considerarsi i poliziotti del mondo in quanto super-potenza. Ma con l’elezione del candidato democratico dovrebbe almeno migliorare il rapporto tra gli Stati Uniti e i Paesi arabi, incrinato con l’invasione di Afghanistan e Iraq volute da Bush e che non sarebbe stato possibile se avessero vinto nuovamente i repubblicani. Più complesso il rapporto con Europa, ma mi auguro che questa sia l’occasione buona per passare dall’attuale subordinazione ad un rapporto alla pari.
Rispetto al come affrontare la crisi economica dilagante, Obama ha promesso tagli alle tasse per aiutare la classe media puntando invece ad abolire i privilegi fiscali voluti da Bush per le fasce ad alto reddito; ha inoltre l'intenzione riformare la sanità (tema questo molto sentito da tutti) ed il settore finanziario con più controlli pubblici su istituti finanziari e banche. Riguardo ai temi ambientali punta a tagliare le emissioni di gas serra americani dell'80% entro il 2050 e investire 150 miliardi di dollari in 10 anni in energie alternative, un grande cambiamento questo rispetto all’amministrazione Bush che non ammetteva neanche esserci una “questione ambientale”.
Bisogna comunque notare che la vittoria di Obama è stata possibile perché ha saputo realmente interpretare il malessere della gente e la sua voglia di cambiare: ha toccato l’orgoglio degli americani spiegando che un’altra America è possibile, un’America che ripartendo da se stessa sappia raccogliere le sfide che il mondo pone e affrontarle con rinnovato slancio…un po’ come è stato il mito della “nuova frontiera” di Kennedy.
Savino Alberto Rucci
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6 ottobre 2008
DAL 1929 AL 2009: IMPEDIAMO CHE LA STORIA SI RIPETA!
Adesso non si può più negare, la crisi economica è evidente e l’economia mondiale è davvero in pericolo.
Tutto è cominciato con la decisione di alcune banche americane di concedere mutui per l’acquisto di abitazioni a basso costo ma ad alto rischio (i cosiddetti subprime), ma che a causa del globale peggioramento della situazione economica si sono rivelati un boomerang poiché le famiglie non potendo più restituire il denaro alle banche hanno subito il pignoramento dell’abitazione.
Questo ha portato al tracollo dei maggiori istituti finanziari specializzati in tali prestiti, evento questo che avrebbe potuto comportare ripercussioni anche su tutto il sistema economico globale; per evitare tale ipotesi l’Amministrazione Bush ha provveduto a salvare con 200 miliardi di denaro pubblico due colossi del settore, Freddie Mac e Fannie Mae, ma non ha fatto altrettanto con Lehman Brothers causando il più grande fallimento della storia e il licenziamento di oltre 26'000 dipendenti.
Il fatto che un’amministrazione repubblicana, quindi fermamente contraria all’intervento pubblico nell’economia, abbia utilizzato soldi statali per il salvataggio di aziende private non ha precedenti nella Storia e mette in luce un’importante presa di coscienza: ci si è resi finalmente conto che il mercato da solo non è capace di autogovernarsi ma è necessario che lo Stato vigili, stabilisca regole chiare e contrasti la speculazione.
Per cercare di frenare l’effetto domino sull’economia mondiale il Congresso Americano ha varato un piano di salvataggio da 850 miliardi di dollari che comprende un pacchetto decennale di sgravi fiscali e incentivi per l’uso di energie rinnovabili. Ma in Europa invece di trovare una risposta coordinata per fronteggiare la crisi prevalgono i soliti rigurgiti nazionalisti, tant’è che Germania, Grecia, Irlanda, Svezia e Danimarca stanno già studiando piani di garanzia dei depositi bancari nazionali.
Questa crisi segna definitivamente la fine del Capitalismo come noi lo conosciamo: è svanita infatti l’illusione che un’economia di questo tipo possa davvero creare una società del benessere, perché l’unico risultato raggiunto è stato l’accentramento della ricchezza nella mani di pochi.
E’ necessario invece ristrutturare dalle fondamenta il nostro sistema economico globale, e qui diventa indispensabile l’apporto di noi Socialisti per ripensare e riproporre l’idea stessa di Stato come un organismo capace di realizzare un modello alternativo e sostenibile di sviluppo sociale in grado di appianare gli squilibri che caratterizzano la società contemporanea, perché un Socialismo che non propone un modello alternativo ma si adegua al sistema capitalistico non può definirsi realmente tale ed automaticamente cessa di esistere.
Questa è un’occasione unica per differenziarci agli occhi degli elettori da tutti gli altri partiti e compiere finalmente il grande salto di qualità, ripartendo realmente dal basso e dalle necessità della gente per ritornare un grande partito di massa interprete dei bisogni della società.
E’ ormai chiaro che si stanno commettendo gli stessi errori che portarono alla “grande depressione” del ’29, che per chi lo ricorda fu il preludio alla nascita delle culture autoritarie e nazionaliste europee, per questo mi auguro che all’interno del nostro Partito si taglino i rami secchi e si apra realmente un dibattito in tal senso che porti alla messa in discussione del status quo e ad una ridefinizione del ruolo culturale che il nostro partito deve assumere.
Savino Alberto Rucci
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26 settembre 2008
ITALIA: PAESE DI CASTE, ALLERGICO ALLA MERITOCRAZIA
Nota dell'autore: Il seguente articolo è già stato pubblicato nei mesi scorsi su questo blog, ma in conseguenza degli ultimi sleali avvenimenti ho ritenuto doveroso ripubblicarlo.
Se dovessimo valutare l’Italia da come appare in televisione la definiremmo come uno dei più prosperi paesi del mondo dove la povertà è stata debellata e tutti possono permettersi un posto da dirigente e la villa con piscina. Naturalmente questo esiste solo nei film!
Sono molti i problemi che attanagliano il nostro Paese, ma la cosa più grave non è tanto la loro presenza quanto il fatto che se ne parli sempre tanto ma non si faccia mai niente per debellarli. Ritengo infatti che il problema primo e madre di tutti gli altri sia l’assoluta assenza di meritocrazia.
La meritocrazia è come il salto con l'asta, dove tutti si allenano e concorrono per saltare sempre più in alto ed alla fine vince chi effettivamente salta più in alto di tutti. Bene, nell'Italia che abbiamo sotto i nostri occhi la meritocrazia non esiste.
La nostra Costituzione all’art. 3 afferma che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge” e all’art. 4 ribadisce che “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta un’attività che concorra al progresso della società”
Sessant’anni dalla sua entrata in vigore non mi sembra che questi due articoli fondamentali siano stati completamente attuati. Viviamo oggi in una società dove ci sono alcuni gruppi di potere che dominano e la maggioranza della gente che subisce, una società cristallizzata dove i figli fanno i lavori dei padri: il figlio del dirigente farà il dirigente e il figlio dell’operaio farà l’operaio. E questo non perché il primo si è impegnato di più rispetto al secondo, come spesso si pensa erroneamente, ma perché non si parte tutti dallo stesso livello in quanto la diversa disponibilità economica porta il figlio dell’operaio anche se meritevole ad abbandonare gli studi per cercare un lavoro che lo mantenga e il figlio del dirigente a laurearsi col massimo dei voti grazie ai soldi di papà.
Neanche nelle forze armate, che dovrebbero impedire tutto ciò, la situazione è diversa in quanto per vincere un concorso devi prima trovare la spintarella del Generale di turno o del politico romano, altrimenti è inutile provare per poi vedersi sorpassare dal solito figlio dell’ufficiale che non avrebbe neanche i requisiti per essere ammesso o essere scartato perché qualcuno ritocca i risultati.
Siamo perciò di fronte a una casta di intoccabili a cui questa situazione fa comodo per mantenere inalterato il proprio potere.
Le conseguenze maggiori di questo fenomeno sono il precariato perché in queste condizioni diventa difficile trovare un lavoro redditizio e duraturo, e la fuga di cervelli all’estero dove la gente è considerata per quello che vale e non per il cognome che porta.
Decisamente la meritocrazia è un concetto che in Italia fatica a farsi strada,e dovrebbe essere compito proprio di noi socialisti,ricercare delle soluzioni. Siamo prigionieri di mille e mille lacci e lacciuoli costituiti dagli interessi personali (o corporativi) e allergici ad ogni cosa o novità che possa portare ad un cambiamento della situazione.
Viviamo piuttosto in una società plutocratica, dove il potere politico è invece commisurato al potere economico, a prescindere dalle reali capacità personali. Quasi tutti i regimi plutocratici si autodefiniscono (al fine di giustificarsi eticamente) meritocratici, malgrado, in realtà, le capacità personali degli individui siano mascherate dalle ricchezze familiari acquisite.
La possibile soluzione a questi problemi sarebbe eliminare tutti i sistemi che servono a garantire potere ai soliti noti come gli albi, i numeri chiusi e gli ordini professionali il cui unico scopo è quello di impedire l’ingresso nella “casta” a persone non desiderate,tema già affrontato ai tempi della rosa nel pugno,ma poco approfondito.
Fino a quando nessuno avrà il coraggio di andare contro i poteri forti, attuando provvedimenti anche impopolari ma diretti a garantire realmente l’attuazione delle pari opportunità, nel nostro paese la situazione resterà sempre immutata e i ricchi saranno sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri e il ceto medio scomparirà verso il basso.
Savino Alberto Rucci
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7 settembre 2008
ENNESIMA INTERFERENZA DELLA CHIESA CATTOLICA NELLA VITA POLITICA ITALIANA
“In Italia serve una nuova generazione di politici cattolici, che abbiano rigore morale e competenza…”
Questa è la sintesi dell’ultimo intervento pubblico di Benedetto XVI, e verrebbe proprio il caso di dire…buon nome non mente…!
Questo perché ogni papa ,appena eletto, sceglie il proprio nome rifacendosi a ciò che ha contraddistinto il pontificato del predecessore che portava lo stesso titolo. E pochi sanno che Benedetto XV, a cui quindi l’attuale papa ha scelto di rifarsi, è passato alla storia per aver fortemente voluto l’ingresso dei cattolici nella vita politica del nostro Paese tanto da divenire il promotore della nascita nel 1919 del Partito Popolare Italiano.
E’ quindi da ritenere che i ripetuti e costanti richiami dell’attuale pontefice non siano casuali ma rientrino piuttosto in un progetto ben più grande e ambizioso che le gerarchie ecclesiastiche si ripropongono dalla fine della prima repubblica: la ri-nascita di un grande partito politico (o piuttosto di un terzo polo) in cui possano confluire tutti i politici cattolici orfani della DC.
E’ comunque indicativo che nonostante l’Italia sia attualmente governata dal centro-destra (quindi sempre molto attento alle direttive clericali) e che anche al precedente governo di centro-sinistra sia stato impedito dal veto dei cattolici l’approvazione di qualsiasi legge riguardante i diritti civili, la chiesa non si senta ancora pienamente rappresentata e chieda insistentemente ai cattolici di impegnarsi in politica.
Per quanto riguarda poi il rigore morale che si chiede ai politici cattolici, personalmente mi auguro che la tanto agognata nuova generazione possa far meglio della precedente, visto che i politici della vecchia guardia dal palco dei comizi chiedono di lottare contro i “mali assoluti” dell’aborto e divorzio ma nella vita sono spesso i primi a farne uso…alla faccia della coerenza!
Vorrei infine ricordare, benché lo si dimentichi spesso, che l’Italia è uno Stato laico, e quindi rispettoso verso ogni cultura e modo di pensare; è pur vero che oltre il 90% della popolazione italiana è di religione cattolica ma è necessario che la gente capisca che solo una percentuale irrisoria di questi è formata da ultra-cattolici conservatori ubbidienti ciecamente agli ordini del Vaticano e che questi pochi pretendono sempre di parlare a nome di tutta la comunità cattolica!
Savino Alberto Rucci
| inviato da fgsgiovinazzo il 7/9/2008 alle 17:32 | |
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22 luglio 2008
GIOVINAZZO: STUPORE E DISAPPUNTO PER LA DISCUTIBILE SCELTA DEL SINDACO
Carissimi concittadini,
con grande stupore e disappunto apprendiamo dai locali organi di stampa il motivo per cui il nostro Primo Cittadino, Antonello Natalicchio, ha deciso di chiudere per un tempo indeterminato i cancelli laterali di Piazza Garibaldi: contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Stupore perché ci chiediamo se il nostro Sindaco davvero ritenga di poter risolvere il problema dello spaccio e dell’uso di droghe nella villa semplicemente chiudendo due uscite della stessa: in questo modo dimostra invece di non comprendere affatto la gravità sociale del problema e di non volersi impegnare nella ricerca di una soluzione realmente valida ed alternativa all’attuale.
Disappunto perché dobbiamo constatare che la recinzione della villa e la chiusura dei suoi cancelli laterali, opere volute entrambe dal nostro Sindaco, hanno solo peggiorato il problema degli stupefacenti perché adesso i fruitori e gli spacciatori a causa della scarsa visibilità dall’esterno e la consapevolezza che nessuno osi più avventurarsi per certi sentieri, sentendosi quindi “protetti” dalle sbarre, possono dedicarsi tranquillamente alle loro attività.
Ed è ingenuo pensare che in caso di intervento delle forze dell’ordine tali elementi non siano in grado di scavalcare agevolmente la recinzione facendo perdere le loro tracce sapendo che gli agenti li aspettano ai cancelli di uscita…
Alla luce dei fatti, data la totale inutilità del provvedimento, chiediamo quindi al Sindaco di non protrarsi oltre nella chiusura dei cancelli laterali della villa comunale, perché com’è ormai chiaro gli unici a rimetterci sono i comuni cittadini che già sono comunque giornalmente provati dalla vista della villa che per l’assoluta mancanza di cura versa ormai in uno stato pietoso.
Federazione Giovani Socialisti - Giovinazzo
| inviato da fgsgiovinazzo il 22/7/2008 alle 19:20 | |
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30 giugno 2008
GIOVINAZZO: I GIOVANI SOCIALISTI SI FANNO SENTIRE...
Apprendiamo con felicità che dopo la nostra segnalazione sullo stato pietoso del verde pubblico cittadino qualcosa finalmente si è mosso: da qualche giorno infatti, gli operai della ditta incaricata alla manutenzione del verde stanno provvedendo a risistemare la villetta sita in Viale Aldo Moro, dopo che per anni è stata inspiegabilmente dimenticata e abbandonata a se stessa. Bisogna ora valutare l'entità dei lavori che si stanno svolgendo per capire se l'obiettivo è restituire davvero l'area al pubblico o se si tratta solo di una mossa elettorale volta solo a far credere ai Giovinazzesi che si sta facendo qualcosa...
Auspichiamo inoltre che tali interventi di manutenzione si estandano a tutte le altre zone verdi presenti in città e in particolar modo alla villa comunale che versa ormai in uno stato di totale deterioramento, e che con l'arrivo dell'estate non è certo un bello spettacolo da presentare ai turisti!
Rinnoviamo quindi l'invito all'Amministrazione Comunale a occuparsi maggiormente del bene pubblico perchè è suo dovere farlo senza attendere che i cittadini si lamentino per sollecitarla a fare il proprio dovere.
Finalmente qualcosa si muove in paese: una piccola conquista per i Giovani Socialisti... una grande vittoria per la comunità!
Federazione Giovani Socialisti - Giovinazzo
| inviato da fgsgiovinazzo il 30/6/2008 alle 18:51 | |
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6 giugno 2008
GIOVINAZZO: IL VERDE PUBBLICO NON E' PIU' COSI' VERDE!
Carissimi Concittadini,
noi “Giovani Socialisti”, sempre attenti alle problematiche del nostro territorio, vogliamo attirare la vostra attenzione su una questione di fondamentale importanza per il mantenimento in buono stato della nostra cittadina: la cura del verde pubblico. Riteniamo, infatti, che la nostra Amministrazione Comunale non abbia dato finora la giusta considerazione al problema, ma si sia limitata ad interventi tanto dispendiosi quanto inefficaci che non hanno risolto nulla.
E questo a partire dal maggiore “polmone verde” della città: la villa comunale. Questa, da sempre ammirata per la grandezza e la possibilità di accedervi da ogni punto, è stata rinchiusa in una gabbia metallica lasciando due sole vie d’ingresso (le altre due sono inspiegabilmente sempre chiuse) sicuramente troppo poche per un’ area così grande e senza neanche orari di ingresso certi e soprattutto vigilanti che sorveglino. E così accade che le giostre per bambini che vi sono state poste, non essendoci alcun controllo, vengano continuamente danneggiate da ragazzi più grandi che non trovano passatempo migliore.
Ma incurante di ciò la nostra Amministrazione pensa di avere, con così poco, risolto i problemi della villa comunale. Noi al contrario avremmo preferito che, invece di spendere tanti soldi pubblici per una inutile quanto fastidiosa recinzione, fossero stati effettuati interventi semplici ma efficaci, magari rimpiazzando i rifiuti di ogni tipo presenti nelle aiuole con un grazioso prato all’inglese, sostituendo le piante che ogni estate continuano a seccare perchè non vengono adeguatamente innaffiate e provvedendo ad una più accurata manutenzione degli alberi affinché non diventino, come sta succedendo, enormi cespugli.
E se nella centralissima villa succede questo, la situazione non è certamente migliore nelle altre aree verdi presenti in città. Ad esempio, la zona sita in Viale Aldo Moro nei pressi della scuola elementare, ormai da anni inspiegabilmente chiusa al pubblico, è abbandonata a se stessa ed infestata da erbacce di ogni tipo col concreto pericolo che con l’arrivo del caldo possa riempirsi di animali sgraditi quanto pericolosi per gli abitanti della zona. Per non parlare della piazzetta sita in via Cairoli, orribilmente mutilata di una sua parte per far posto ad una strada e lasciata nel degrado nonostante le innumerevoli promesse fatte in campagna elettorale.
Si evince quindi una totale disattenzione di chi governa la nostra città verso la questione del mantenimento in buono stato del verde pubblico, che proprio con l’arrivo dell’estate andrebbe tenuto meglio, anche per dare una migliore impressione ai turisti che numerosi visitano la nostra cittadina. Se non si riesce ad affrontare i piccoli problemi, come si può pretendere di risolverne di maggiori?
Federazione Giovani Socialisti - Giovinazzo
| inviato da fgsgiovinazzo il 6/6/2008 alle 19:54 | |
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3 giugno 2008
E SE LA "ROBIN TAX" DIVENTASSE UN'ALTRA TASSA PER I CONSUMATORI?
Il Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sta pensando di istituire la "Robin Tax", un'imposta che sarà applicata sui profitti delle compagnie petrolifere e servirà ad evitare di chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini. Buona l'iniziativa di Tremonti, ma non vorrei che le compagnie petrolifere per rifarsi dell'aggravio fiscale, aumentino ulteriormente i prezzi dei carburanti, già eccessivamente ed incomprensibilmente alti a causa delle ben note speculazioni che impunemente mettono in atto. In tal caso per il contribuente non ci sarebbe alcun beneficio ma solo la beffa di un'ennesimo rincaro ingiustificato.
Savino Alberto Rucci
| inviato da fgsgiovinazzo il 3/6/2008 alle 18:43 | |
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20 maggio 2008
NUOVA OFFENSIVA DEI VESCOVI CONTRO LA 194
E' passata quasi inosservata la notizia, apparsa oggi su alcuni quotidiani, che la CEI ritiene maturi i tempi affinchè un gruppo parlamentare trasversale possa modificare la legge 194, impropriamente conosciuta come legge sull'aborto. C'era da aspettarsi comunque che, vista l'attuale composizione monocolore del parlamento, la chiesa non avrebbe perso occasione per cercare di delegittimare le più rilevanti conquiste civili della nostra società. Non essendoci in Parlamento una seria opposizione a queste posizioni ultra-cattoliche estremiste mi auguro che, se davvero una tale proposta dovesse giungere in parlamento, un brivido d'indignazione scuota la nazione! C'è il rischio di una deriva clericale nel Paese e l'opposizione presente in Parlamento, invece di erigersi a difensore della laicità dello Stato, per mantenersi buona Santa Romana Chiesa e i suoi voti preferisce sacrificare ai diritti irrinunciabili! Mi auguro che la gente lo capisca e difenda strenuamente i diritti civili faticosamente conquistati! Perchè l'integralismo religioso è sampre un danno per la società...anche quello cattolico!
Savino Alberto Rucci
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14 maggio 2008
QUALCUNO DOMANDI A VELTRONI L'EFFETTIVA UTILITA' DEL "GOVERNO OMBRA"...
Ieri sera, guardando Porta a Porta, non ho potuto fare a meno di sorridere quando Piero Fassino è stato presentato da Vespa come il "Ministro degli esteri del governo ombra del Pd... Ma ci rendiamo conto? La sola espressione "governo ombra" non si addice certo ad una moderna democrazia occidentale, ma fa piuttosto venire in mente un gruppo di persone che tramano per rovesciare l'ordine sociale! Mi dovrebbero poi spiegare l'effettiva utilità di questo organismo, visto che non detiene alcun potere reale e non può quindi prendere alcuna decisione concreta. Forse, invece di giocare alla fanta-politica, sarebbe opportuno che Veltoni e la sua banda pensassero di più a fare una seria opposizione al Governo, badando maggiormente ai contenuti e meno alle formalità! E' pur vero che Walter ha parecchi problemi a cui badare dentro e fuori il suo partiro: mi riferisco al rifiuto dell'Italia dei Valori di formare gruppi parlamentari comuni e alla smania di D'Alema di eliminarlo politicamente in conseguenza della sconfitta elettorale. Povero Walter non gliene va bene una....e se il buongiorno si vede dal mattino ne vedremo delle belle!
Savino Alberto Rucci
| inviato da fgsgiovinazzo il 14/5/2008 alle 18:55 | |
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29 aprile 2008
LINEE GUIDA PER LA REALIZZAZIONE DI UN "SOCIALISMO CONCRETO"
La campagna elettorale è ormai alle spalle ed è giunto il momento di analizzare in modo sereno le cause della cocente sconfitta elettorale. E’ troppo superficiale l’analisi di chi ne attribuisce la ragione unicamente all’appello al “voto utile” o all’oscurantismo mediatico, ed altrettanto scorretto è attribuirne le colpe unicamente ad Enrico Boselli ed alla sua gestione di Partito. Il vero problema consiste invece nella crisi dell’idea stessa di Partito, troppo spesso percepito come qualcosa di personale utile solo al soddisfacimento dei propri interessi, e non come un gruppo organizzato di persone che con semplicità danno il proprio contributo per cercare di migliorare la società.
Si è dimenticato il ruolo storico spettante al Partito Socialista: la difesa del lavoro e dei lavoratori, con la conseguenza di aver perso il legame con questi gruppi sociali che non si sentono più rappresentati dall’ideale Socialista.
C’è stata una campagna elettorale troppo incentrata su concetti astratti e troppo poco sulle proposte concrete da esporre ai cittadini, perché la gente non vive solo di laicità o di diritti civili ma ha bisogno anche di soluzioni concrete per i problemi quotidiani.
Per questo motivo siamo convinti che il Partito Socialista debba tornare a parlare di temi reali e vicini ai bisogni giornalieri della gente, per proporre soluzioni alternative e cercare di correggere questo freddo Capitalismo che determina grandi squilibri e disuguaglianze, perché un Socialismo che non propone un modello alternativo di sviluppo sociale ma si adegua al sistema capitalistico non può definirsi realmente tale ed automaticamente cessa di esistere.
Fatte queste considerazioni ci siamo soffermati ad osservare la società ed abbiamo ideato ad una serie di proposte concrete che possano davvero riavvicinare il Partito alla gente e re-innamorare la gente al Socialismo, dividendole per grandi aree tematiche:
STRUTTURA DEL PARTITO
· Il Partito deve essere il fulcro dell’attività politica: bisogna ridurre le cariche all’interno a quelle indispensabili e le poche esistenti devono essere a turno per evitare di identificare il partito con un personaggio. Ci vuole un Partito snello capace di prendere decisioni velocemente ma in modo collegiale tramite votazioni a maggioranza relativa. All’interno deve esserci un dibattito costruttivo ma una volta presa un decisione tutti i compagni devono accettarla e difenderla all’esterno anche se non si è d’accordo.
LAVORO
· La flessibilità non deve diventare precarietà: bisogna garantire ai lavoratori la continuità di retribuzione anche senza continuità di lavoro e lo Stato deve prendersi carico di riqualificare il lavoratore tramite corsi di formazione per poi assegnargli un nuovo impiego (specialmente nei riguardi dei lavoratori adulti che una volta licenziati spesso non trovano più nessuno disposto a riassumerli)
· Bisogna ridurre la burocrazia che soffoca l’Italia tramite l’incentivo all’uso di autocertificazioni e snellire le procedure di apertura di un’azienda o attività commerciale.
· E’ indispensabile un adeguamento delle pensioni e degli stipendi al costo della vita e la detassazione totale degli straordinari
DIRITTO ALLA CASA
· La casa deve essere un diritto imprescindibile, bisogna incentivare l’acquisto della prima casa per le giovani coppie tramite mutui a tasso agevolato e detassazioni sulla prima casa; bisogna invece aumentare la tassazione sugli immobili a disposizione per indurre la gente ad affittare.
· Bisogna favorire il ricorso alla cooperativa edilizia per la costruzione dell’abitazione principale tramite la semplificazione dell’iter burocratico e dei tempi pratici di costruzione.
· Lo Stato tramite appositi organi deve vigilare sul prezzo degli immobili affinché il costo dell’abitazione sia connesso all’effettivo prezzo dei materiali utilizzati e del lavoro impiegato evitando quindi operazioni di speculazione da parte dei costruttori.
· Bisogna regolamentare il prezzo dell’affitto degli immobili affinché sia strettamente connesso alla zona in cui si trova l’immobile, alla superficie e al numero di componenti facenti parte il nucleo familiare che vi risiederà.
· La tassa sulla spazzatura deve essere proporzionata al numero di persone che vivono in un’abitazione e non alla superficie dell’immobile stesso.
SCUOLA ED UNIVERSITA’
· La scuola deve smettere di essere un luogo dove ci si preoccupa solo di essere “in regola con il programma” ma deve diventare un luogo di incontro e di scambio di idee. Proponiamo l’introduzione dell’ “Ora di riflessione” in cui leggere i quotidiani e commentare col docente i più importanti avvenimenti che accadono nel nostro Paese cercando di proporre soluzioni alternative.
· Bisogna eliminare gli ordini professionali per permettere l’accesso di tutti ad una determinata professione.
· Bisogna dare la possibilità alle famiglie di detrarre dalla dichiarazione dei redditi i costi sostenuti per l’acquisto dei testi scolastici di ogni ordine e grado
· E’ indispensabile che si intervenga per bloccare il costo dei testi scolastici ed incentivare l’acquisto dei testi usati.
· Bisogna aggiornare i programmi scolastici e fare in modo che in Storia l’ultimo anno di scuola superiore sia dedicato interamente allo studio approfondito del Novecento e degli avvenimenti che ci riguardano più da vicino per creare delle “coscienze civili”.
SVILUPPO DEL SUD ITALIA
· Bisogna risolvere definitivamente il problema della fuga dei giovani verso il nord Italia o l’estero per motivi di studio o lavoro, che è la vera tragedia del Mezzogiorno: bisogna innanzitutto riconoscere il prestigio che merita alle Università nostrane, perché gli Atenei privati del nord sopravvivono solo grazie agli studenti del sud, e dare vita ad un complesso di aziende del territorio collegato all’Università che permetta agli studenti di fare praticantato durante gli studi e di essere assunti dalle stesse aziende una volta terminato il percorso universitario.
· Bisogna inoltre istituire Borse di studio regionali o esentare in tutto o in parte dal pagamento delle tasse universitarie i giovani meritevoli che decidono di rimanere a studiare qui invece di andare altrove.
· Bisogna incentivare le aziende ad aprire stabilimenti industriali nel Meridione d’Italia tramite la concessione di finanziamenti non a fondo perduto ma a condizione che restino stabilmente sul territorio.
AMBIENTE ED ENERGIA
· Bisogna coniugare il rispetto per l’ambiente con le necessità della società moderna. E’ necessario un ritorno al nucleare per non essere più schiavi del carbone e degli altri combustibili fossili
· Inquinare o distruggere l’ambiente deve essere considerato un reato penale e quindi ai trasgressori non deve essere più comminata solo una multa.
· La terra deve riacquistare il suo vero valore, anche se non è edificabile, e non deve essere un peso ma una risorsa: bisogna incentivare chi decide di mantenere la coltivazione di determinate colture con sussidi statali proporzionati alla produzione del prodotto che ne deriva. Ad esempio bisogna incentivare chi decide di mantenere una coltivazione di Ulivo e pagarlo in base alla quantità di olio che produce.
SICUREZZA
· Bisogna garantire la certezza della pena perché chi sbaglia deve pagare
· La lotta alla malavita deve essere condotta garantendo alle forze dell’ordine ed a chi è vittima di soprusi l’appoggio non solo economico ma anche sociale, perché lo Stato non deve lasciare soli “i suoi figli” ma deve sostenere e difendere chi la combatte.
· E’ necessario equiparare il reato di stupro a quello di omicidio volontario.
· Bisogna favorire l’integrazione con gli immigrati regolari concedendo loro il voto alle amministrative; ma gli irregolari o chi commette reati devono essere espulsi velocemente precludendogli la possibilità di rientrare in Italia.
VITA QUOTIDIANA
· Bisogna ridurre drasticamente il costo dei mezzi pubblici per il trasporto di persone e merci con l’obiettivo di disincentivare l’uso di quelli privati, con ulteriori sconti per studenti o lavoratori pendolari.
· Sarebbe utile l’apertura di negozi convenzionati con le varie categorie di agricoltori per abbattere il costo dei prodotti dal campo alla tavola.
Se prima avevamo poco spazio sui Media ora non essendo più in Parlamento ne avremo ancora meno, e quindi l’unico modo per farci sentire sarà quello di tornare tra la gente per ascoltare i loro bisogni e dare vita quindi ad un programma politico davvero condiviso e apprezzato. Se invece ci limiteremo solo a sostituire alcuni dirigenti senza cambiare il modo di fare politica rischiamo seriamente di rimanere solo su una pagina ingiallita di un libro di Storia.
Federazione Giovani Socialisti - Giovinazzo
| inviato da fgsgiovinazzo il 29/4/2008 alle 20:10 | |
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19 aprile 2008
ANALISI RETROSPETTIVA DELLE ELEZIONI POLITICHE 2008
Personalmente ritengo che queste ultime elezioni politiche passeranno alla storia come le seconde più importanti nella storia della Repubblica, naturalmente dopo quelle del 2 Giugno 1946, per aver radicalmente cambiato lo scenario politico nazionale.
Sono avvenuti infatti eventi così rilevanti da non avere precedenti: primo fra tutti la totale assenza dalle Camere delle forze di Sinistra, non potendo assolutamente considerare il Pd come tale, che da oltre un centenario avevano sempre potuto contare su una folta rappresentanza Parlamentare. E contestualmente l’assenza dal Parlamento anche delle forze di destra, considerando che il Pdl vi ha poco a che fare.
C’è quindi un Parlamento monocolore democristiano, cosa mai successa neanche ai tempi della Dc, per buona pace delle gerarchie ecclesiastiche che in questa legislatura non avranno bisogno di far bocciare i vari Dico, Pacs, etc visto che non ci sarà proprio nessuno a proporli! Se la base della democrazia è la presenza di forze politiche eterogenee ci troviamo quindi di fronte ad un decifit democratico considerando che i pochi partiti che hanno superato il 4% provengono dalla stessa matrice culturale ed hanno programmi talmente simili da sembrare fotocopiati.
Detto questo passo ad analizzare le cause della debacle dei Partiti di Sinistra. Ci sono stati una serie di eventi che collegati tra loro hanno portato a questo risultato: innanzitutto la discriminazione nell’informazione che si occupava quasi esclusivamente dei due partiti maggiori a scapito di tutti gli altri e in particolar modo dei Socialisti. A questo va aggiunta la martellante campagna per il voto utile abilmente portata avanti per indurre la gente a non “sprecare il voto” per i piccoli partiti anche a costo di votare l’avversario ed infine l’uso politico dei sondaggi.
Ma ancora non basta, non si può ridurre solo a questo la sconfitta. C’è stato un “sottile” errore di calcolo politico che ha portato a credere che da soli si potessero avere maggiori possibilità di vittoria, e questo a cominciare da Veltroni che con il suo atteggiamento ha spaccato l’Unione e consegnato il Paese nelle mani del Cavaliere per chissà quanti anni.
Queste elezioni erano un dentro o fuori, un appuntamento con la storia a cui non si doveva fallire, ed invece di unire le forze per riuscire nell’impresa il Partito Socialista e la Sinistra Arcobaleno hanno pensato di ottenere di più dividendosi; bisognava fare come nel ’46, un fronte comune per fronteggiare a testa alta gli avversari, rimanendo fieri della propria cultura. Ed invece no con le conseguenze che conosciamo.
C’è stata una campagna elettorale troppo incentrata sulla storia e troppo poco sulle proposte concrete da esporre ai cittadini, perché la gente non vive solo di laicità o di diritti civili ma ha bisogno anche di soluzioni concrete per i problemi quotidiani.
Ma adesso l’importante è non perdere di vista la meta perché se la Sinistra non raggiunge finalmente la via dell’unità e non si rinnova nei contenuti rischia di rimanere per sempre fuori dal Parlamento schiacciata da questo bipartitismo coatto. In cinque anni bisogna trasformare la Caporetto della Sinistra in una Vittorio Veneto riprendendo contatto con la società e con le classi che generalmente sono state il suo tacco duro, perché è questo il vero problema, aver perso il potere di rappresentanza delle classi lavoratrici con la conseguenza che ad esempio nel nord Italia i voti degli operai sono finiti direttamente dalla Sinistra alla Lega, che ha dato l’impressione di poter tutelare maggiormente gli interessi di quel territorio.
Se questo processo non avverrà e ci limiteremo solamente a sostituire gli attuali leader senza cambiare la linea politica si rischia di andare in contro alla progressiva ed inarrestabile estinzione della Sinistra Italiana.
Savino Alberto Rucci
| inviato da fgsgiovinazzo il 19/4/2008 alle 14:50 | |
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